Alek, nonostante lo shock, si ricorda di una cosa:
"L'illusionista ha un campo d'azione piccolo. Non può andare lontano, o lo localizzerei... quindi andrò io più lontano."
Schizza in alto con una potenza tale da lasciare un cratere e cerca di uscire dal campo d'azione del nemico.
"Oh, eccola!"
Percepisce Elmira, insieme all'illusionista. Ma proprio mentre guarda nella loro direzione, nella foresta avviene un'esplosione potente. Le piante... anzi, tutto in un raggio di 50 metri prende fuoco.
Alek distingue la posizione di Elmira da quella dell'illusionista e si scaglia a tutta velocità contro di lui. Lo colpisce in pieno volto, mentre Elmira si era allontanata qualche metro, al sicuro.
"Sei stata brava a incendirlo, Elmira."
"Grazie, Alek!"
"Il problema è la foresta..."
"Mi dispiace... ma almeno lo hai sconfitto!"
"Aspetterei a dirlo..."
Guardano il corpo del servitore che va a fuoco...
"Diamine! È finto pure quello!" Dice Alek, fregato ancora una volta.
"Elmira, non muoverti di una virgola!"
"Ok!"
Alek si alza in volo per risolvere tutto in un colpo solo. Attiva il potere della gravità per attirare tutto a sé entro 200 metri, facendo attenzione a non distruggere il terreno e a non coinvolgere Elmira.
Il vento soffia con forza, gli alberi si sradicano, poi li blocca a mezz'aria. Il fuoco, senza ossigeno, si spegne. Ma Alek viene colpito da qualcosa che non può vedere.
Con un piccolo sorriso:
"Trovato!"
Stringe la gravità e lo stritola. Alla fine il corpo appare ai suoi occhi: è morto. L'ultima minaccia è stata sventata. Giusto?
"No! Non ti credo ancora!"
Alek intensifica la gravità, il nemico collassa come un buco nero, ma Alek lo ferma all'ultimo.
Atterra.
"Uff... Stai bene, vero, Elmi-" Nota i suoi vestiti quasi completamente bruciati.
"Sì, sto bene. Mi ha solo portata via, sono tutta intera... Perché ti sei voltato?"
"B-beh... non posso fare finta di niente..."
Elmira non capisce subito, poi si guarda e arrossisce così tanto da farsi notare, nonostante la pelle da demone che è già rossa.
"Elmira? Sei ancora lì?"
"Più o meno..."
"So che sei dietro quell'albero..."
"Aiutami!"
"E come faccio? Devo rubare un vestito?"
"Sì!"
"...MA PORCA MISERIA!"
Alek sfreccia in città, così veloce che nessuno se ne accorge. Si sente un'insolita raffica di vento. Torna subito con tutto il necessario.
"Non lo rifarò..."
Elmira esce da dietro l'albero con il vestito nuovo: una tuta blu con fiamme rosse, arancioni e gialle sparse... forse un po' stretta.
"Potevi prenderne una migliore..."
"Dai, accontentati per ora... almeno hai cambiato vestito, visto che stavi usando l'altro da tre giorni..."
Elmira sbuffa e comincia a camminare.
Alek la raggiunge.
"Ti ricordo che la casa è andata a fuoco..."
"E ora?"
Lei si blocca, gli occhi lucidi.
"Non lo so... forse dovremmo cercare l'ufficiale per farci dare una nuova casa."
"Non so, come faremmo?"
"È quello il problema... e poi ho un brutto presentimento."
Intanto Elmira sbuffa esasperata:
"Che situazione frustrante!"
"Cerca di contenerti..." Alek le prende la mano.
"Almeno siamo ancora insieme..."
"Su questo hai ragione," dice Elmira, accennando un sorriso.
Ma poi il cielo, prima tinto di rosso dal tramonto, si fece improvvisamente nero come la pece. Un silenzio innaturale avvolse la foresta. Gli uccelli smisero di cantare, il vento si placò, e persino le fiamme residue parevano congelate nell'aria.
Alek serrò i pugni, la pelle d'oca gli corse lungo la schiena. "No… non di nuovo."
Elmira si strinse nelle spalle, cercando conforto nella presa della mano di Alek, ma anche lei tremava. "Che succede? Perché sei così pallido?"
Ricordi dolorosi gli balenarono nella mente: il sovrano caduto, i compagni straziati, la spada sacra che brillava nel buio come l'ultima speranza. Un'ombra cupa si stagliava davanti a lui, identica a quella che aveva portato la distruzione anni prima.
"Questa… Questa è l'Apocalisse." sussurrò Alek, la voce carica di una paura mai provata.
Elmira si strinse a lui. Capendo che stava per vivere una tragedia che Alek aveva già vissuto. La paura domina anche il suo sguardo. "Allora non abbiamo più tempo..."
La nebbia cala, ma non una nebbia normale. È una nebbia di oscurità che avvolge ogni tutto e riduce la visibilità. Il potere si sente nell'aria. Opprimente. Più che schiacciante. L'atmosfera è densa, pensate.
Le nuvole spariscono nel nulla, come se non fossero mai esistite. Una polvere nera inizia a cadere dall'alto. Innocua, ma preannunciando l'inevitabile Morte.
Si sente come se l'ossigeno fosse più rarefatto. Come se il mondo stesso si sentisse male... ma a causa di un solo virus... e Alek sa chi è.
E il silenzio è di nuovo padrone.
