Cherreads

Chapter 2 - Il castello

La strada si fece più stretta dopo l'ultimo svincolo.

Il navigatore non segnalava nulla di strano. Nessun errore, nessuna deviazione improvvisa. Solo una linea continua che si allungava davanti a lei, sempre più scura, sempre più vuota.

Lily rallentò.

Gli alberi ai lati della strada si infittivano, piegandosi verso l'asfalto come se stessero ascoltando. Non c'erano case, né lampioni. Solo il rumore del motore e il battito regolare del suo cuore, un po' troppo veloce.

La destinazione apparve all'improvviso.

Un cancello di ferro nero, alto, chiuso. Nessuna insegna. Nessun numero civico. Solo una linea rossa sottile incisa sul metallo, appena visibile alla luce dei fari.

Il cancello si aprì da solo.

Lily non ricordò di aver fatto nulla.

Attraversò lentamente il viale, il motorino che sembrava troppo rumoroso in quel silenzio. Alla fine della strada, tra gli alberi, il castello emerse come un'ombra solida.

Non era antico nel modo in cui lo sono le rovine.Era intatto.Come se il tempo avesse deciso di evitarlo.

Spense il motore.

L'aria era fredda, ma non abbastanza da giustificare il brivido che le percorse la schiena. Scese e guardò l'edificio. Le finestre erano buie. Nessuna luce. Nessun segno di vita.

Il telefono vibrò.

Consegna attiva.Procedere all'interno.

Lily deglutì.

«Certo,» mormorò. «All'interno.»

La porta principale non era chiusa.

Si aprì con un lieve scricchiolio, come se qualcuno avesse previsto la sua visita da tempo. L'ingresso era ampio, spoglio. Le pareti di pietra assorbivano ogni suono, rendendo i suoi passi troppo presenti.

Seguì il corridoio indicato sullo schermo. Scese una rampa di scale. Poi un'altra.

L'aria cambiò.

Più fredda.Più densa.

La stanza in fondo era illuminata da una luce soffusa. Al centro, su un pavimento di pietra scura, c'era una bara.

Lily si fermò.

Non era decorata. Nessun simbolo, nessun ornamento. Solo legno scuro, levigato, come se fosse stato toccato spesso.

Il telefono vibrò di nuovo.

Posizionare la consegna.

«Questa è follia,» sussurrò.

Fece un passo avanti. Poi un altro.

Quando si avvicinò, sentì qualcosa cambiare. Non un rumore. Non un movimento. Era come una pressione improvvisa nell'aria, un peso che si spostava lentamente verso di lei.

La bara tremò.

Solo per un istante.Ma bastò.

Lily fece un passo indietro. Il cuore le martellava nelle orecchie. Guardò il coperchio, immobile, e per la prima volta pensò che forse non avrebbe dovuto essere lì.

Il telefono vibrò ancora.

Attendere.

Lily strinse le mani lungo i fianchi.

Non sapeva cosa stesse consegnando.Non sapeva a chi.Ma qualcosa, lì dentro, aveva capito che lei era arrivata.

E non dormiva più come prima.

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